La scelta della lente intraoculare è il momento più importante dell'intero percorso chirurgico della cataratta. Oggi il chirurgo non si limita a sostituire il cristallino opaco: può personalizzare la visione del paziente, correggendo anche i difetti preesistenti e ottimizzando la qualità visiva a diverse distanze.

Le lenti disponibili si dividono in tre famiglie — monofocali, EDOF e multifocali — ognuna con vantaggi e limiti specifici. L'obiettivo non è trovare la "lente migliore in assoluto", ma quella più adatta al singolo paziente.

Tre famiglie di lenti: come funzionano

Monofocale. Fornisce un unico fuoco, impostato nella maggior parte dei casi per la visione da lontano. Il paziente vede chiaramente a distanza (televisione, guida) ma ha bisogno di occhiali da lettura per le attività da vicino. È la lente più collaudata, con la migliore qualità ottica e il minor tasso di effetti collaterali. È inclusa nelle prestazioni del SSN.

EDOF (Extended Depth of Focus). Invece di creare fuochi separati, "allunga" il singolo fuoco coprendo una gamma continua dal lontano all'intermedio (circa 60-70 cm). Lo fa senza anelli diffrattivi, il che significa una qualità del contrasto eccellente e disfotopsie (aloni, abbagliamento) minime. Il limite: per la lettura di testi piccoli a distanza ravvicinata (30-40 cm) potrebbe servire un occhiale debole.

Multifocale (trifocale). Utilizza anelli diffrattivi concentrici che suddividono la luce in tre fuochi: lontano, intermedio e vicino. Oltre il 90% dei pazienti non indossa più occhiali per nessuna distanza. Il compromesso: una parte della luce viene dispersa, con una leggera riduzione della sensibilità al contrasto e la possibilità di aloni attorno alle luci, soprattutto di notte. Questi effetti tendono a migliorare nei primi 3-6 mesi grazie al neuroadattamento.

Tutte e tre le famiglie possono includere una componente torica per correggere l'astigmatismo preesistente — un aspetto che, se trascurato, riduce la qualità del risultato indipendentemente dal tipo di lente scelto.

Vantaggi e limiti nella pratica

Nella vita quotidiana, le differenze tra le tre famiglie si riducono a pochi aspetti concreti.

Guida notturna. Le lenti monofocali e EDOF offrono il miglior comfort notturno, con aloni minimi o assenti. Le multifocali possono causare aloni attorno ai fari, che nella maggior parte dei pazienti diventano tollerabili dopo qualche mese di adattamento.

Lavoro al computer. Le EDOF eccellono nella visione intermedia (60-70 cm), la distanza tipica dello schermo. Le trifocali offrono una buona copertura intermedia, mentre le monofocali richiedono generalmente un occhiale per questa distanza.

Lettura. Le trifocali permettono di leggere senza occhiali nella grande maggioranza dei casi. Con le EDOF la lettura di testi molto piccoli o prolungata potrebbe richiedere un occhiale leggero (+1,00 / +1,50 D). Le monofocali richiedono sempre occhiali da lettura.

Qualità ottica complessiva. La monofocale ha la sensibilità al contrasto più alta in assoluto. L'EDOF la segue da vicino. La multifocale offre la maggiore versatilità a fronte di una leggera riduzione del contrasto — un compromesso che la maggior parte dei pazienti giudica ampiamente accettabile.

Un dato utile — Con le lenti monofocali il 100% dei pazienti porta occhiali da lettura. Con le EDOF, circa il 30-40% usa un occhiale leggero per la lettura prolungata. Con le trifocali, oltre il 90% non ha bisogno di occhiali per nessuna distanza.

Come si sceglie: la visita pre-operatoria

La scelta della lente non è mai standardizzata. Si basa su una valutazione che tiene conto di tre aspetti:

La salute dell'occhio. In presenza di maculopatia, glaucoma avanzato o altre patologie retiniche, la lente monofocale è generalmente preferibile: preserva al massimo la sensibilità al contrasto, fondamentale quando la retina è già compromessa. L'astigmatismo superiore a 0,75 D viene corretto con una versione torica della lente scelta.

Le esigenze visive e lo stile di vita. Chi guida molto di sera trae beneficio da una EDOF o monofocale. Chi lavora al computer apprezza l'EDOF. Chi desidera la massima indipendenza dagli occhiali e accetta il compromesso degli aloni è candidato alla multifocale. La professione, gli hobby e le abitudini quotidiane guidano la decisione.

Le aspettative del paziente. Nessuna lente è perfetta: ogni scelta comporta un compromesso. Il momento più importante è la conversazione tra chirurgo e paziente in cui si discutono apertamente vantaggi, limiti e aspettative realistiche. Un paziente ben informato è un paziente soddisfatto.

Durante la visita pre-operatoria vengono eseguiti gli esami strumentali (biometria ottica, topografia, OCT) che permettono di calcolare con precisione il potere della lente e di verificare che le condizioni dell'occhio siano compatibili con la lente scelta.

Domande frequenti

Posso cambiare idea dopo l'intervento? La lente intraoculare è pensata per essere definitiva. In rari casi è possibile sostituirla, ma è un intervento aggiuntivo. Per questo la scelta pre-operatoria è così importante.

Gli aloni delle multifocali sono permanenti? Nella maggior parte dei pazienti gli aloni diminuiscono significativamente nei primi 3-6 mesi grazie al neuroadattamento. Solo una piccola percentuale (3-5%) li trova persistentemente fastidiosi.

La lente monofocale è "di serie B"? Assolutamente no. In molte situazioni cliniche è la scelta più intelligente. Offre la massima qualità ottica ed è perfettamente adeguata per chi non ha difficoltà a portare un occhiale da lettura.

Punti chiave

  • Non esiste la lente migliore in assoluto: monofocale, EDOF e multifocale hanno ciascuna vantaggi e limiti specifici.
  • Le EDOF offrono un ottimo compromesso tra versatilità e comfort visivo, con minime disfotopsie — ideali per chi usa molto il computer.
  • Le trifocali massimizzano l'indipendenza dagli occhiali (>90%), ma richiedono tolleranza agli aloni notturni nei primi mesi.
  • La scelta si personalizza durante la visita pre-operatoria in base alla salute dell'occhio, allo stile di vita e alle aspettative del paziente.

Riferimenti bibliografici

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