La trabeculectomia è l'intervento chirurgico "classico" per il glaucoma. Non è il primo passo — ci si arriva quando SLT, colliri e MIGS non sono sufficienti a controllare la pressione, oppure quando il glaucoma è avanzato e richiede un abbassamento pressorio importante. Resta un intervento molto efficace, ma va compreso bene: come funziona, cosa aspettarsi dopo, e quando serve davvero.

Quando è indicata la trabeculectomia

In genere si propone la trabeculectomia quando la pressione oculare continua a essere troppo alta nonostante i trattamenti precedenti (laser, colliri, eventualmente MIGS), oppure quando il danno al nervo ottico progredisce nonostante la terapia. In pratica, si arriva alla trabeculectomia quando abbiamo bisogno di un abbassamento della pressione più aggressivo di quello che colliri e laser possono offrire.

Come funziona

Il principio è semplice: il chirurgo crea una piccola valvola nella parete dell'occhio che permette al liquido interno (umore acqueo) di defluire sotto la congiuntiva, formando una piccola "bolla" (bleb) che funge da serbatoio di drenaggio. Questo abbassa la pressione in modo significativo e duraturo.

Per migliorare il successo a lungo termine, durante l'intervento si applica un farmaco (mitomicina C) che riduce la tendenza del tessuto a cicatrizzare e chiudere la via di drenaggio. Questo aumenta la percentuale di successo dall'incirca 70% a oltre l'85% a 5 anni.

Risultati e cosa aspettarsi dopo l'intervento

La trabeculectomia è l'intervento per il glaucoma con la maggiore efficacia nel ridurre la pressione: in media la abbassa del 40-50%, portandola tipicamente a 12-15 mmHg. A 5 anni dall'intervento, circa l'85-90% dei pazienti mantiene una pressione controllata.

Il periodo postoperatorio

Rispetto ai MIGS, la trabeculectomia richiede un follow-up più intenso nelle prime settimane. La pressione va controllata frequentemente nel primo mese perché può essere inizialmente troppo bassa (ipotonia transitoria, presente nel 10-15% dei casi) prima di stabilizzarsi. Visite ravvicinate per le prime 6-8 settimane, poi mensili per i primi 6 mesi.

Complicanze possibili

Come ogni intervento chirurgico, la trabeculectomia ha dei rischi. I più comuni sono l'ipotonia nelle prime settimane (che di solito si risolve spontaneamente) e la cicatrizzazione della bolla di drenaggio nel tempo (10-20% dei casi), che può ridurre l'efficacia dell'intervento. La cataratta può svilupparsi o accelerarsi dopo l'intervento. Le complicanze gravi (infezioni) sono rare, inferiori allo 0.5%.

Il messaggio importante: La trabeculectomia è un intervento serio ma con un profilo di sicurezza ben conosciuto dopo decenni di esperienza. Richiede però un impegno nel follow-up, soprattutto nei primi mesi.

Quando la trabeculectomia non basta: gli impianti valvolari

In alcuni casi — glaucoma che non risponde alla trabeculectomia, forme secondarie con molta infiammazione, o occhi già operati più volte — si può ricorrere a un impianto valvolare. Si tratta di un piccolo dispositivo (i più utilizzati sono Ahmed e Baerveldt) che viene posizionato nell'occhio per creare una via di drenaggio alternativa e permanente.

La valvola di Ahmed è particolarmente indicata nelle forme di glaucoma più complesse (neovascolare, infiammatorio, post-vitrectomia), mentre il Baerveldt offre un'efficacia leggermente superiore a lungo termine ma con un profilo postoperatorio più impegnativo nelle prime settimane.

In ogni caso, la chirurgia del glaucoma — che sia trabeculectomia o impianto valvolare — richiede un monitoraggio a lungo termine. La pressione, il campo visivo e l'OCT vanno controllati regolarmente per tutta la vita, per assicurarsi che la pressione resti sotto controllo e il nervo ottico sia protetto.

Punti chiave

  • La trabeculectomia si propone quando SLT, colliri e MIGS non bastano a controllare la pressione o a fermare la progressione del danno
  • Riduce la pressione del 40-50% — è l'intervento più efficace per il glaucoma, con successo dell'85-90% a 5 anni
  • Richiede un follow-up più intenso rispetto ai MIGS, soprattutto nelle prime settimane, ma ha un profilo di sicurezza consolidato da decenni
  • Per i glaucomi più complessi o refrattari esistono anche gli impianti valvolari (Ahmed, Baerveldt) come ulteriore opzione

Riferimenti bibliografici

  1. Gedde SJ, Schiffman JC, Feuer WJ, et al. Treatment outcomes in the tube versus trabeculectomy study after one year of follow-up. Am J Ophthalmol. 2007;143(1):9-22.
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