A differenza della miopia o dell'astigmatismo, la presbiopia non dipende dalla forma della cornea. È il cristallino — la lente naturale interna all'occhio — che con il tempo perde la sua elasticità e non riesce più a mettere a fuoco da vicino. È un processo fisiologico che riguarda tutti, di solito a partire dai 43-45 anni.
Questo significa che le soluzioni non sono le stesse che funzionano così bene per gli altri difetti visivi. In questo articolo spiego quali opzioni esistono davvero e qual è, nella mia esperienza, la scelta migliore nella maggioranza dei casi.
Perché la presbiopia è un caso diverso
Quando un paziente miope si opera con il laser, il chirurgo rimodella la cornea e il risultato è stabile nel tempo. La presbiopia funziona diversamente: il problema non è nella cornea, ma nel cristallino che si irrigidisce progressivamente anno dopo anno.
Questo ha un'implicazione pratica importante: qualsiasi intervento sulla cornea può compensare la presbiopia, ma non può eliminarne la causa. La presbiopia continuerà a progredire, e una soluzione che funziona bene a 50 anni potrebbe non essere più sufficiente a 60. Per questo motivo, la scelta dell'approccio giusto va fatta con attenzione, ragionando anche in prospettiva.
Il laser può aiutare?
Esiste un'opzione laser chiamata monovisione: si corregge un occhio per la visione da lontano e l'altro per quella da vicino. Il cervello impara a selezionare l'immagine più nitida a seconda della distanza. È una soluzione che può funzionare, ma con dei compromessi: la visione binoculare non è più perfettamente bilanciata, e non tutti i pazienti si adattano bene.
In una percentuale di casi la monovisione dà buoni risultati, soprattutto nei pazienti più giovani (45-50 anni) con una presbiopia ancora iniziale. Tuttavia, poiché la presbiopia progredisce, la correzione tende a diventare insufficiente nel giro di alcuni anni.
Per questa ragione, la considero un'opzione da valutare caso per caso, ma non la soluzione che raccomando nella maggioranza dei pazienti presbiti.
La sostituzione del cristallino: la soluzione più completa
Se la presbiopia nasce dal cristallino, la soluzione più logica — e nella mia esperienza più efficace — è sostituirlo. L'intervento si chiama sostituzione del cristallino (o Refractive Lens Exchange) e consiste nell'impiantare una lente intraoculare di ultima generazione al posto del cristallino naturale irrigidito.
Le lenti multifocali moderne permettono di vedere bene a tutte le distanze — da lontano, a distanza intermedia (computer, cruscotto) e da vicino (lettura, cellulare). I dati della letteratura mostrano tassi di soddisfazione tra l'85 e il 92%, e i risultati si mantengono stabili nel tempo perché la lente artificiale non invecchia.
C'è un vantaggio aggiuntivo importante: se il paziente ha anche un difetto refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo), la sostituzione del cristallino lo corregge contemporaneamente. Un solo intervento, due problemi risolti. E se in futuro si dovesse sviluppare una cataratta — cosa che prima o poi riguarda quasi tutti — il problema è già risolto in partenza.
Come si sceglie: tutto parte dalla visita
Ogni paziente presbite ha una situazione diversa: età, difetti refrattivi concomitanti, esigenze lavorative, aspettative. La visita pre-operatoria serve proprio a disegnare la soluzione su misura.
In alcuni casi il laser può essere una risposta ragionevole. In molti altri — e nella mia pratica quotidiana è la maggioranza — la sostituzione del cristallino è la scelta migliore. L'importante è che il paziente arrivi all'intervento con informazioni chiare e aspettative realistiche: questo è il primo passo verso un risultato eccellente.
Punti chiave
- La presbiopia nasce dal cristallino, non dalla cornea: per questo le soluzioni migliori sono diverse da quelle per miopia o astigmatismo
- Il laser (monovisione) può aiutare in casi selezionati, ma è un compromesso che tende a perdere efficacia nel tempo
- La sostituzione del cristallino con lente multifocale è la soluzione più completa: corregge la presbiopia e, se presente, anche il difetto refrattivo
- I risultati si mantengono stabili nel tempo, con tassi di soddisfazione dell'85-92%
Riferimenti bibliografici
- Charman WN, Montés-Micó R. Visual Acuity, Accommodation and Ocular Imaging with Monovision LASIK. J Refract Surg. 2000;16(2):169-179.
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